#estatedabere: Monica Bianciardi e la sua estate da winelover

Monica BianciardiL’estate è arrivata con le sue temperature caldissime. Allora come scegliere il vino giusto? Quali i “must have” della stagione? E soprattutto, che siate al mare, in montagna oppure in città: come scegliere il vostro vino, in base alla località in cui vi trovate? Lo abbiamo chiesto a Monica Bianciardi, winelover toscana, vivace e appassionata degustatrice, che nel suo blog The Wine Training, che sottotitola, citando Orazio, “nessuna poesia scritta da bevitori d’acqua può piacere o vivere a lungo“, racconta di cantine e incontri nel mondo del vino.

P: Un vero amante del vino, come dovrebbe affrontare l’estate? Ovvero come scegliere il vino giusto quando le temperature diventano insostenibili?

M: Per l’estate la regola è non avere regole. Benissimo alle bollicine oppure vini bianchi freschi ed invitanti per aperitivi anche in riva al mare. I Rosé che con il caldo grazie alla gran bevibilità e versatilità nell’abbinamento con le pietanze estive stanno convincendo un numero sempre più alto di winelovers. Per la sera con la temperatura più bassa, ottime anche alcune tipologie di rossi, abbinabili non solo a carni ma anche con ad alcuni piatti di pesce.

P: Per chi scegliere di fare una vacanza “enologica”, trascorrere qualche giorno in una zona di produzione vinicola, quale itinerario del cuore suggeriresti? Quale territorio vorresti che venisse scoperto e quali le cantine che non si possono non visitare?

M: Le zone vinicole sono in tutta l’Italia difficile fare preferenze. Si può spaziare dai vini Isolani con vigneti a picco sul mare, con i Vermentino ed altri vitigni autoctoni propri delle Isole, fino ad arrivare ai vini di montagna con alcuni coltivati in quota fino addirittura oltre i 1000 metri. Una zona emergente è la Maremma Toscana con paesaggi da cartolina, terra tutta da scoprire, in alcuni tratti ancora incontaminata, tra terra e mare e vini sempre più qualitativamente competitivi. Da visitare la Fattoria di Magliano completamente immersa tra vigneti e pini marittimi altissimi. La Rocca di Frassinello disegnata da Renzo Piano che offre un punto di vista artistico architettonico e storico che si assomma al buon bere.

P: Quali sono i “must have” di un vero winelover? Cosa non deve mai mancare in valigia? Quale guida suggeriresti?

M: Il must have è la compagnia di qualcuno con cui assaporare i vini, poiché nella condivisione e nello scambio di idee e sapori si incentra gran parte del piacere. In valigia non dovrebbe mai mancare un’agenda ed una penna dove scrivere le impressioni, che nella mia borsa non mancano mai insieme ad un buon cavatappi 🙂 Per quello che riguarda le guide ognuno ha dei propri riferimenti di cui si fida, negli ultimi tempi sono molto seguiti anche i blog che offrono il vantaggio di essere liberi e svincolati da tutto inoltre consultabili on line e gratuitamente.

M: Questa la mia mini guida dei vini per l’estate, in base alla tipologia di località in cui vi trovate.

ArpepeSe sei in montagna
In montagna via libera a vini rossi, o bianchi strutturati, che trovano gratificanti abbinamenti a piatti con funghi o formaggi stagionati Valtellina Superiore” Sassella “Rocce Rosse di Arpepe un Cru di un singolo vigneto a 400 metri di quota ottenuto con Chiavennasca, nome locale per il Nebbiolo.
Vin de la neu Sempre in montagna si trovano anche grandi bianchi da assaggiare il «Vin de la neu» Di Nicola Biasi giovane enologo che ha deciso di produrre un vino a 1000 m di altezza, ottenuto da un vitigno ibrido, il Johanniter, un bianco guizzante di freschezza da gustare subito oppure tenere anche per molti anni
in cantina.

Oi ni_Se sei al mare
Scelta infinita di vini bianchi freschi e sapidi che con le loro caratteristiche ben si accostano con piatti di pesce e frutti di mare. “Opale” Vermentino di Sardegna Vermentino 100% che proviene dalla zona di Carbonia-Iglesias. Giovane cantina Mesa, fondata nel 2004 con vigneti vecchi di 20/30 anni arrivando immediatamente a produrre vini di alto livello qualitativo. Intenso e strutturato profuma di erbe aromatiche e caldi frutti gialli, risulta avvolgente e al tempo stesso intessuto in una matrice fresca e sapida ,il cui finale è saporito con richiami marini e freschi. Tornante Greco di Tufo Vadiaperti di Raffaele Troisi vino di grande intensità che accantona un gusto scontato per una impronta territoriale definita e piuttosto austera. “Oi ni” Fiano di Avellino 2013 Una selezione delle migliori uve della zona di Lapio. Sosta sulle fecce e passaggio in botti di rovere di 3 passaggio per circa un anno. Intenso e tropicale passion fruit, lime, sentore di arachide tostata, fumè e erba fresca. In bocca è ricco dai contorni agrumati il cui finale riserva un goloso finale di mandorla dolce.

MadreviteSe sei al lago
Il clima mitigato dei dintorni dei laghi favorisce la viticultura portando un microclima ideale per la produzione di ottimi vini. Trebbiano di Lugana sul Garda dai profumi fruttati e delicati gusto morbido ma arricchito da freschezza e sapidità che si completano con le delicate preparazioni dei piatti a base di pesce di lago. Oppure sul Trasimeno da provare il rosè. Bisbetica Rosè -Madrevite – 100% Gamay del Trasimeno, di Simone Sacco con una produzione molto limitata e curata con raccolte manuali, solo 2000 il numero delle bottiglie prodotte, intrigante e agrumato rosè in cui si sentono sia all’olfatto che al palato le erbe aromatiche per uno stile che non annoia.

Perdaudin_NegroSe ti trovi in campagna
Per la campagna rossi come Lambrusco e Barbera in abbinamento a piatti della tradizione italiana. Per i piatti a base di verdura meglio scegliere un bianco fragrante e con buona struttura.
Da provare Perdauin Roero Arneis 2016 Proveniente da vigne vecchie di circa 35 anni. Arneis estrattivo e profumato di mele cotogne, fiori d’arancio, frutta tropicale, pompelmo rosa. Dotato di sapore e struttura, è caratterizzato da una forte spinta fresca ben contrapposta da pienezza glicerica, che termina in un lungo finale sapido.
Monte Carbonare_SuaviaSoave Classico Doc “Monte Carbonare” 2013, ottenuto con 100% Garganega Un Vino che nasce dall’uva Garganega coltivata sul Monte Carbonare, in provincia di Verona il cui nome ricorda il colore del terreno origine vulcanica. Bianco dal profumo pulito che ricorda gli agrumi e erbe aromatiche con sentori fumosi Sapido e diretto da una lunga sferzata di freschezza.

Riecine_Monica BianciardiPer chi si trova in città
Molte le città Italiane le cui colline sono costellate di grandi realtà enologiche. Scelta imbarazzante in Toscana la cui vicinanza delle colline vitate tra Firenze e Siena si trovano molte etichette a base di Sangiovese i cui nomi sono noti anche oltre oceano. Assolutamente da provare “La Gioia di Riecine” 100% Sangiovese prodotto a Gaiole in Chianti (Siena). Ottimo rosso che unisce l’ampiezza dei profumi di frutti ad gusto pieno rotondo dotato di tannini vellutati.

Se ti trovi all’estero
All’estero da preferire vitigni internazionali che spaziano ad ogni latitudine.
Germania terra di grandi Riesling in tutte le sue varianti anche dolci.
Spagna i rossi a base di Tempranillo oppure le spumeggianti bollicine dei Cava come aperitivo con le tapas.
Francia patria dei grandi Rossi a base di Cabernet Sauvignon e Merlot nel Medoc , Pinot Noir e Chardonnay in Borgogna Sauvignon Blanc e Chenin Blanc nella Loira… Volendo andare in una direzione che piace a tutti un calice di Champagne, che come citava Madame Lily Bollinger: “Lo Champagne. Lo bevo quando sono felice, oppure quando sono triste. Certe volte lo bevo da sola. Ma quando sono in compagnia è obbligatorio. Se non ho appetito ne bevicchio, e lo bevo se ho fame. Altrimenti non lo tocco. A meno che abbia sete, naturalmente”.

Ringrazio Monica Bianciardi, per la disponiblità e per aver fornito anche il materiale fotografico qui pubblicato.

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